Coach e amico

Giorgio Rizzi

Sembra finita solo ieri, ma ci risiamo.
Pare che l'acido lattico del Campionato Mondiale 2013 di Nordic Walking ci brontoli ancora nelle gambe e già abbiamo ufficialmente insediato il Team che cercherà di portare il tricolore il più in alto possibile all'edizione 2014 del Nordic Walking Weltmeisterschaft im HalbMarathon.
Non è facile essere un coach esigente quando i tuoi atleti sono tutti splendidi amici, con i quali hai condiviso e non solo sui campi di gara, attese, ansie, angosce, trepidazioni, gioie e dolori, ma essere esigente è il minimo che devi loro.
Glielo devi perché è adesso, è qua, è oggi che loro sono seduti come bravi scolaretti ad ascoltare le tue parole, a guardare i grafici delle loro performances passate, ad analizzare i filmati delle gare effettuate e ad attendere dalle tue obiezioni quel qualcosa che possa da domani portarli ad essere migliori.
L'avventura è cominciata nuovamente: per la quinta volta nella storia del Nordic Walking Agonistico Internazionale un team italiano sarà presente ai Campionati Mondiali di Mezza Maratona, per confrontarsi con il gotha del professionismo mondiale e cercare di strappare i risultati migliori.
E per la quinta volta nella storia dello sport internazionale l'onore e l'onere di questa rappresentanza spetterà in primo luogo agli atleti di Como, avvantaggiati dalla vicinanza con il confine e quindi dalla possibilità di competere, dato che al Nordic Walking Agonistico Ufficiale non vengono ancora riservati adeguati spazi nel nostro paese, rendendoci così diversi da buona parte del resto del mondo.
La preparazione tecnica ed atletica è iniziata con una lunga seduta teorica in aula, durante la quale ogni atleta ha avuto modo di ripercorrere la propria stagione 2013, vagliare pregi e difetti del proprio operato, riconoscere problemi tecnici o biomeccanici, estrapolare soluzioni che possano portarlo ad essere più performante.
Abbiamo cercato di capire il perché di ogni singolo fattore che non fu espresso in maniera più che ottimale e che quindi è umanamente migliorabile, affidandoci non solo alla tecnica, ma alla biochimica, all'anatomia, alla fisiologia, alla biomeccanica.
Ci siamo quindi dati obiettivi chiari, concreti e misurabili, senza lasciare nulla al caso, perché l'esperienza ci ha insegnato che ad un Campionato del Mondo anche un nulla può costare caro, come dimostra una medaglia di bronzo sfumata per soli otto decimi di secondo dopo due ore e trenta di gara.
Abbiamo fatto l'autopsia di quegli otto decimi, li abbiamo scomposti in minimi fattori di ritardo ed abbiamo realizzato che tale ritardo sarebbe stato colmabile con una prestazione misurabile in decimillesimi di secondo per ogni passo compiuto.
E poi finalmente siamo usciti tutti fuori, sotto la pioggia battente di questo gennaio meteorologicamente impietoso, a cominciare a mettere in pratica quanto elaborato e deciso in aula.
Tutto il lavoro di preparazione di questo primo incontro di allenamento collegiale mi è costato intere giornate di calcoli, di analisi di dati, di computer graphics, ma il tempo è volato via leggero, perché sapevo di lavorare per una squadra fatta di veri amici.
Ogni numero, ogni riscontro cronometrico, ogni linea colorata dei vari diagrammi che prendevano corpo nell'hard disk del PC, non erano un semplice dato da presentare in aula, ma un momento di vita vissuto da qualcuno del quale conosco non solo il nome e cognome, ma le situazioni di vita, le espressioni, gli umori, i gemiti di sforzo, persino gli odori, quegli odori acri e pungenti, ma nel contempo meravigliosi ed inimitabili che aleggiano solo dove ci sono corpi provati dallo sforzo agonistico recente.
Quella linea rossa lì l'ha tracciata chi al traguardo mi saltò al collo piangendo di gioia e non mi mollava più mentre mi inondava del suo sudore; la linea azzurra è stata disegnata trascinandosi verso l'arrivo con un risentimento fisico acutissimo, così lancinante da avere fatto perdere il conto dei chilometri che mancavano alla fine.
Chi tracciò quella linea arancione poi si accasciò a smaltire l'orgoglio di volere arrivare in fondo anche se nei muscoli non c'era più una sola mole di ATP e non era certo meno provato chi tracciò la linea gialla, al contrario dell'autore della linea bianca, che sembrava invece fresco come una rosa, con la sua solita espressione imperturbabile.
Ci siamo, Ragazzi! Da oggi e per un po' di mesi davanti c'è tanto lavoro da fare, duro e appassionante al tempo stesso; se avremo lavorato bene ce lo dirà il più spietato e nel contempo il più obiettivo ed imparziale dei giudici: il cronometro.
Le chiacchiere lasciamole a chi ha tempo di farle; noi siamo atleti agonisti e viviamo di fatti, non di parole.
Per ogni necessità, l'amico coach, rompiballe e confidente al tempo stesso, è in servizio ventiquattro ore su ventiquattro!